Mattina presto, sempre
Prima delle 10:00 trovi mare fermo, sabbia fresca e posto ovunque. Il maestrale sulla costa ovest entra tipicamente nel pomeriggio.
Classifica
Non è una gara di bellezza. La differenza vera, qui, la fanno la strada, i gradini, il vento e l'ombra che non c'è.

Taccuino
Prima delle 10:00 trovi mare fermo, sabbia fresca e posto ovunque. Il maestrale sulla costa ovest entra tipicamente nel pomeriggio.
1,20 EUR in bar o tabaccheria contro 1,40 EUR a bordo. Comprane due all'andata, così non resti a piedi al ritorno.
Ombra naturale quasi assente ovunque, niente fontane sulla sabbia e fondo vulcanico che scotta. Tre banalità che qui pesano.
Non esistono listini né prenotazioni pubblicate. Si arriva, si chiede il prezzo e si decide sul posto.
Procida è 3,7 km² e ha sei spiagge con una pagina propria. Sono tutte di sabbia vulcanica scura tranne una, sono tutte gratuite e nessuna è lontana: il problema non è scegliere la più bella, è scegliere quella che regge la giornata che hai in mente. Con due bambini piccoli e una borsa frigo, una scalinata di circa 180 gradini cambia tutto. Con il maestrale del pomeriggio, un arenile aperto diventa una sabbiatura. Se hai due ore prima dell'aliscafo, la spiaggia bella dall'altra parte dell'isola non esiste.
Per questo la classifica che segue è costruita su quattro criteri concreti: accesso (strada e bus contro gradini), riparo dal vento e dalle onde, servizi a portata di piedi nudi, esposizione al sole e all'ombra. Ogni voce dice anche per chi è sbagliata. E una premessa che vale per tutte: le tariffe degli stabilimenti non sono pubblicate da nessuna parte, né sui siti né sui portali. Si chiedono in spiaggia prima di stendersi, e il tratto libero resta gratuito ovunque.

La spiaggia che risolve i problemi invece di crearne. Sta sulla costa sud-ovest, accanto alla marina della Chiaiolella, fra Punta Serra e il promontorio di Santa Margherita Vecchia: l'unico arenile dell'isola dove la strada arriva fino al lungomare e il bus L2 ti scarica a pochi metri dalla sabbia. Acqua bassa e sicura, sabbia vulcanica scura, due faraglioni di tufo che la separano dal Ciraccio, la vista su Vivara e Ischia davanti. Dietro hai lidi, bar, pizzerie e ristoranti: si pranza e si torna in acqua in tre minuti.
Perché è in classifica: Accesso, servizi e fondale basso nello stesso posto. Sbagliata se cerchi silenzio: fra le 11 e le 16, in alta stagione, il lungomare e la sabbia si riempiono, e ombra naturale non ce n'è.

È la baia più appartata e più riparata dell'isola, con l'acqua che resta bassa per parecchi metri prima di scendere: la spiaggia che i procidani indicano quando si parla di bambini. Il prezzo è l'accesso. Non ci arriva nessuna strada: o scendi la scalinata da Via dei Bagni, o passi per Via Pizzaco da Piazza Olmo, o arrivi via mare. Sui gradini le fonti litigano — 182 per alcune, 186 per altre — quindi contane circa 180 e regolati. Per lo più è libera, con due piccoli stabilimenti, uno dei quali fa da ristorante.
Perché è in classifica: Riparo e acqua bassa come nessun'altra. Sbagliata con bagagli pesanti, con problemi di mobilità o alle 15:00 di agosto: la risalita è la parte che la gente ricorda peggio. In quel caso c'è il servizio barca dalla Corricella.

Il lungo arenile aperto della costa ovest, a nord della Chiaiolella e separato da quella dai faraglioni di tufo. Ha la strada e il bus L2 come la vicina, ma molto più spazio e molta meno gente: i bagnanti si concentrano vicino agli accessi di Vicolo Ciraccio e Via Flavio Gioia, e bastano cinque minuti di camminata sulla battigia per trovare posto anche ad agosto. Tratti liberi e tratti attrezzati si alternano. Nota che le fonti si contendono il primato della lunghezza fra Ciraccio e Chiaiolella: nessuno dei due lo può rivendicare senza citare chi lo dice.
Perché è in classifica: Comodità della strada senza la calca. Sbagliata nel pomeriggio ventoso: prende il maestrale in faccia e la sabbia scura vola. Niente ombra naturale, quindi l'ombrellone non è opzionale.

Subito a ovest del porto di Marina Grande, si raggiunge a piedi da Via Roma lasciandosi il molo alle spalle. È la spiaggia che risolve due situazioni frequenti: la mezza giornata appena sbarcati e le due ore di attesa prima dell'aliscafo, quando andare dall'altra parte dell'isola non ha senso. C'è uno stabilimento attrezzato con bar-ristorante e uno scoglio, "il cannone", da cui i ragazzini si tuffano. Le fonti la indicano come adatta alle famiglie con bambini.
Perché è in classifica: Nessun'altra spiaggia dell'isola sta a cinque minuti dalla banchina dei traghetti. Sbagliata come meta di una giornata intera: è piccola, sta accanto al porto e a metà giornata in agosto è piena. Il tipo di fondo non risulta descritto da nessuna fonte affidabile: porta una stuoia.

La piccola baia a ferro di cavallo sotto il cimitero, chiusa da Punta Serra a sud e Punta Ottimo a nord, dove nel 1994 Massimo Troisi — Mario Ruoppolo — recitava le poesie di Neruda. Si scende da Via Cesare Battisti con una gradinata breve ma ripida, e il bus C1 fa esattamente porto–Pozzo Vecchio–porto. Intorno c'è campagna aperta e un bar piccolo; sulla sabbia, molto granulosa, lavora un solo stabilimento. Sul posto non c'è niente di allestito: la baia è rimasta quella e basta.
Perché è in classifica: È un pezzo di cinema che si visita gratis, ed è bella al tardo pomeriggio. Sbagliata come base per un'intera giornata di mare: piccola, scoperta, con ombra quasi nulla. Due o tre ore, non di più.

All'estremità orientale del fronte di Marina Grande, si arriva dal prolungamento di Via Roma o da una scalinata da Via Bartolomeo Pagano. È l'unica dell'isola descritta come di ciottoli, anche se una fonte parla invece di sabbia molto grossa. Guarda verso la terraferma e il Monte di Procida, e nell'ultima ora di luce l'acqua e la costa di fronte girano sul rosa: è il motivo per cui vale la pena scenderci. Accanto c'è la spiaggia dell'Asino, che compare ne L'isola di Arturo di Elsa Morante.
Perché è in classifica: Una sosta di un'ora al tramonto, a due passi dal traghetto. Sbagliata per quasi tutto il resto: nessun servizio, nessuna ombra, il porto che lavora a fianco e un fondale che scende subito, tanto che ci si fa pesca subacquea. Con bambini piccoli, scegli altro.
| Pos. | Nome | Prezzo | A piedi dal porto | Noto per |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Spiaggia di Chiaiolella | Gratis | Bus L2, strada fino alla sabbia | Servizi e accesso stradale |
| 2 | Spiaggia della Chiaia | Gratis | Circa 180 gradini, o barchino da Corricella | La baia più riparata |
| 3 | Spiaggia del Ciraccio | Gratis | Bus L2, accesso stradale diretto | Spazio e lunghezza |
| 4 | Spiaggia della Silurenza | Gratis | Cinque minuti a piedi dal molo | Il bagno prima del traghetto |
| 5 | Spiaggia del Pozzo Vecchio | Gratis | Bus C1, o venti minuti a piedi | Il set de «Il Postino» |
| 6 | Spiaggia della Lingua | Gratis | Pochi minuti a piedi dal porto | Ciottoli e luce al tramonto |
Se hai poco tempo, questa è la scorciatoia.
Se invece vuoi vederle tutte senza risalire una scala, la soluzione è il mare: il giro dell'isola in barca passa davanti a tutte e sei e si ferma dove non arriva nessuna strada.
Il vento. Il Ciraccio e la Chiaiolella guardano a ovest e prendono il maestrale, che tipicamente entra nel pomeriggio. Al Ciraccio, dove l'arenile è aperto e lungo, la sabbia comincia a viaggiare. La Chiaia sta dall'altra parte ed è la più riparata dell'isola: nei giorni ventosi è lì che si sposta la gente.
L'ombra. Non contarci in nessuna delle sei. Al Ciraccio non c'è ombra naturale, al Pozzo Vecchio è quasi nulla, alla Chiaiolella il sole batte tutto il giorno. Alla Chiaia la baia sta sotto una rupe, ma nessuna fonte dichiara quanta ombra faccia e a che ora: non fidarti, porta l'ombrellone.
La sabbia scura. È vulcanica, quindi scotta prima e di più della sabbia chiara. Le ciabatte servono davvero, e non è un dettaglio con i bambini.
I bus EAV partono tutti da Marina Grande, dal capolinea vicino alla chiesa di Santa Maria della Pietà. Per il mare servono due linee: la L2 per Chiaiolella e Ciraccio, la C1 per il Pozzo Vecchio. Il biglietto costa 1,20 EUR comprato a terra in bar, tabaccheria o edicola, 1,40 EUR a bordo; la durata di validità non la scriviamo perché una fonte dice 60 minuti e un'altra 90. D'estate la L1, la dorsale dell'isola, arriva anche a una corsa ogni quindici minuti; fuori stagione, da ottobre a maggio, l'ultima corsa è verso le 21:00. I dettagli stanno nella pagina su come muoversi a Procida.
L'auto, in alta stagione, non è un tema: dal 30 marzo al 15 ottobre 2026 i veicoli dei non residenti non possono sbarcare né circolare. Il decreto regionale cambia ogni anno, quindi va riverificato a marzo, ma la conseguenza pratica resta: sull'isola ci si muove in bus, a piedi o su due ruote a noleggio.
Il caso speciale è la Chiaia. Chi ha borse pesanti o poca voglia di gradini usa il servizio barca dalla Marina Corricella, che salta la scalinata: orari e tariffe si chiedono sul molo, online non si trovano. Sullo stesso principio funziona La Conchiglia, il ristorante sulla sabbia della Chiaia, che organizza il trasporto via mare da concordare quando prenoti.
Ripetiamolo perché è la domanda più frequente e la risposta è scomoda: nessuno stabilimento di Procida pubblica un listino. Non ci sono tariffe ufficiali per ombrelloni e lettini alla Chiaia, alla Chiaiolella, al Ciraccio, al Pozzo Vecchio o alla Silurenza. Chi ti dà una cifra precisa online la sta stimando. Il prezzo si chiede in spiaggia prima di prendere posto, e cambia con la stagione e con il giorno.
Vale la pena aggiungere che le spiagge di Procida sono in buona parte libere: anche dove c'è un lido, il tratto pubblico esiste e si usa senza pagare. La Lingua non ha stabilimenti identificati, e al Pozzo Vecchio l'unico lido occupa una porzione piccola della baia.
Sull'accessibilità una sola nota, e cauta: una fonte indica la Chiaiolella come attrezzata per persone con mobilità ridotta, ma è una fonte isolata e non confermata altrove. La Chiaia, con la sua scalinata, è certamente esclusa.

Giro completo dell'isola con soste bagno e guida a bordo in italiano, inglese e francese. Alla partenza dal lido si usano spogliatoi e docce.
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Il periplo dell'isola in due ore, con più soste per il bagno e l'attrezzatura da snorkeling a bordo. Il servizio foto e video sott'acqua è compreso nel prezzo.
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Gruppi piccoli, massimo 8 persone

Una barca di sei metri per l'intera giornata, senza patente nautica, con tendalino, doccia e frigo. Si parte e si rientra dalla Corricella.
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Dipende da cosa ti serve. Per acqua bassa e riparo è la Chiaia, ma richiede circa 180 gradini; per comodità e servizi è la Chiaiolella, che ha strada e bus; per spazio è il Ciraccio. Chi ti dà una risposta secca sta vendendo qualcosa.
La Chiaia, per l'acqua che resta bassa a lungo e per il riparo, se i gradini non sono un problema; altrimenti la Chiaiolella, che ha fondale basso, accesso stradale e servizi dietro la sabbia. La Lingua no: il fondale scende subito.
Non è pubblicato. Nessuno stabilimento dell'isola espone un listino online, quindi il prezzo si chiede in spiaggia prima di prendere posto. Il tratto libero, presente su tutte le spiagge, resta gratuito.
Circa 180. Le fonti sono in disaccordo: 186 secondo il portale turistico dell'isola, 182 secondo altre due guide locali. In alternativa c'è il servizio barca dalla Marina Corricella.
Chiaiolella e Ciraccio hanno accesso stradale diretto, e la Silurenza sta su Via Roma. Ma dal 30 marzo al 15 ottobre 2026 i veicoli dei non residenti non possono sbarcare sull'isola: in pratica si usano i bus L2 e C1.
La Silurenza, cinque minuti a piedi da Via Roma verso ovest. Sul lato opposto del fronte porto, a pochi minuti, c'è la Lingua. Sono le due spiagge da usare se arrivi in giornata.
Quasi tutte sì, di sabbia vulcanica scura, spesso granulosa. L'eccezione è la Lingua, descritta come di ciottoli dalla maggior parte delle fonti e come sabbia molto grossa da un'altra.
Sì, ed è il modo migliore per capirle tutte in una volta: il periplo dell'isola in barca dura circa due ore, passa davanti a ogni baia e si ferma dove la strada non arriva.
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