Diciamolo subito, così nessuno perde la giornata: la Lingua non è una spiaggia da giornata di mare. È minuscola, sta all'estremità orientale del fronte di Marina Grande, a fianco di un porto in piena attività, non ha ombra e non ha servizi. Ci vieni per un'altra ragione: qui il fondo è di ciottoli invece che di sabbia, l'acqua diventa subito profonda, e alla fine del pomeriggio la luce sul mare verso Monte di Procida gira sul rosa. In un'ora hai preso quello che questa spiaggia ha da dare. Se cerchi ombrelloni, lettini e un pranzo, sei nel posto sbagliato e ti conviene scendere alla Chiaiolella.
Come si arriva: due minuti dal traghetto
È la spiaggia più facile da raggiungere dopo la Silurenza, e sta dalla parte opposta del porto. Si arriva dal prolungamento di Via Roma, camminando verso est lungo il fronte del porto, oppure scendendo la scalinata che parte da Via Bartolomeo Pagano. Dal molo dei traghetti sono pochi minuti a piedi: non serve il bus, non serve nulla.
Questo la rende una delle poche spiagge dell'isola che puoi infilare in un'attesa. Se hai un'ora prima dell'aliscafo e non ti va di stare seduto al bar, scendi qui. Gli orari delle partenze e le tariffe dei collegamenti stanno nella pagina sui traghetti per Procida.
Ciottoli o sabbia grossa? Le fonti litigano
Su questa spiaggia c'è un disaccordo che vale la pena riportare invece di appianarlo. Due guide dell'isola la descrivono come l'unica spiaggia di ciottoli e sassi di Procida, in un'isola dove tutto il resto è sabbia vulcanica scura. Una terza guida la descrive invece come «sabbia molto granulosa», cioè una versione estrema della ghiaia grossa che si trova altrove.
Chi ci è stato sa che la differenza, per il corpo steso a terra, è minima: in entrambi i casi il telo da solo non basta e un materassino cambia la vita. Ma la sostanza resta: qui non ti stendi come alla Chiaiolella. Se hai bambini che giocano con secchiello e paletta, questa spiaggia non offre niente di quello che cercano.
Il fondale scende subito: cosa significa in pratica
È il dato più importante e va preso sul serio. Il fondale della Lingua degrada in fretta: pochi passi e l'acqua è già profonda. Non c'è la lunga fascia bassa che rende sicure la Chiaia e la Chiaiolella.
Per chi è un vantaggio
Per chi nuota bene, e per chi pesca. La Lingua è usata dai subacquei per la pesca in apnea proprio per via del fondale: entri e sei subito sull'acqua buona, senza dover camminare venti metri.
Per chi è un problema
Per chi ha bambini piccoli, per chi non è un nuotatore sicuro, per chi vuole stare in piedi con l'acqua alla vita. Non c'è sorveglianza, non ci sono stabilimenti, non c'è nessuno di servizio: è una spiaggia pubblica in fondo a un porto. Con i bambini, la scelta giusta è la Chiaia o la Chiaiolella.
La luce del tramonto e la spiaggia dell'Asino
La Lingua guarda verso la terraferma e verso Monte di Procida, cioè a est e a nord-est: il sole non tramonta davanti a te, ma dietro. Il risultato è la ragione per cui i fotografi ci vengono: nell'ultima mezz'ora di luce, la costa di fronte e l'acqua prendono un rosa che dalle spiagge del versante ovest non si vede. È una luce riflessa, morbida, senza il contrasto duro del sole in faccia.
Da qui si passa alla contigua spiaggia dell'Asino, che compare in L'isola di Arturo di Elsa Morante. Chi conosce il romanzo sa quanto pesa quel tratto di costa nel libro; chi non lo conosce trova un'altra spiaggetta minuscola. La storia del rapporto tra Morante e l'isola sta nel nostro articolo su L'isola di Arturo.
Se vuoi vedere questo tratto di costa dall'acqua, i giri dell'isola in barca partono a poca distanza e girano tutto il perimetro, che è di circa 16 chilometri.
Cosa aspettarsi davvero
Niente ombra, nessun servizio, nessun bar sulla sabbia, un porto che lavora a fianco con i traghetti che entrano ed escono. La Lingua è una spiaggia di paese, non una spiaggia da vacanza. Ha senso così: è il posto dove i procidani si fanno il bagno prima di cena, non dove passano la domenica.
Per mangiare, la soluzione migliore è scendere alla Corricella, che da Marina Grande si raggiunge in circa dieci minuti a piedi in discesa: sul molo ci sono i ristoranti di pesce del borgo, come La Lampara. In alternativa, il fronte porto di Via Roma ha i bar storici dove si fa colazione e si aspetta l'aliscafo. Il quadro completo, spiaggia per spiaggia, sta nella guida alle spiagge di Procida.




