Salvatore si occupa della parte bagnata dell'isola: le sei spiagge, il periplo in barca, il ponte per Vivara e tutto quello che si fa con i piedi in acqua. È la firma delle pagine dove la domanda vera non è "quanto è bella" ma "come ci arrivo con due bambini, un ombrellone e una borsa frigo".
Per questo le sue schede cominciano quasi sempre dall'accesso. Alla Chiaia non arriva nessuna strada e la scalinata è lunga: le fonti dicono 182 o 186 gradini, lui scrive "circa 180" e ti avverte che la risalita alle tre del pomeriggio è la parte che la gente ricorda male. Al Ciraccio ti dice a che ora entra il maestrale. Dove i prezzi degli stabilimenti non sono pubblicati — e sull'isola non lo sono quasi mai — lo dichiara e ti manda a chiedere in spiaggia, invece di stimare una cifra.
Sulle esperienze in barca applica la stessa regola: riporta quello che l'operatore dichiara come dichiarazione dell'operatore, tiene separate le valutazioni con poche recensioni da quelle con centinaia, e dice quando una gita ha un voto basso. Per Vivara ripete la cosa che fa arrabbiare chi arriva impreparato: si entra solo con visita guidata prenotata online, il lunedì è chiuso e con le infradito non ti fanno salire. Rifa' il giro delle spiagge a inizio e a fine stagione, quando i lidi montano e smontano, perché è lì che le informazioni invecchiano più in fretta.