La prima volta la senti prima di vederla. Scendi una scalinata stretta tra i muri, senti odore di pesce e di fritto, poi la scala fa una curva e il borgo si apre tutto insieme: un semicerchio di case rosa, gialle, azzurre, ammucchiate una sull'altra su cinque o sei livelli, con le barche tirate a riva davanti. Nessuna macchina. Nessun rumore di motore. Solo voci, stoviglie e acqua contro lo scafo.
Marina Corricella è il borgo di pescatori più antico di Procida, e il porto come lo vedi oggi è del Seicento. È anche l'immagine che hai in mente quando pensi all'isola, e questa volta la fotografia non mente: il posto è esattamente così. Quello che le fotografie non dicono è che ci si arriva solo a piedi, per scale ripide, e che vale la pena saperlo prima di prenotare.
Come si scende
Corricella non ha strada. Non è una scelta di stile: il borgo è costruito su un pendio e nessun mezzo ci entra. Si arriva per quattro scalinate o via mare, e basta.
Le due principali sono la Gradinata del Pennino, che scende da via San Rocco, e la Gradinata Scura, da via M. Scotti. Le altre due arrivano dai due capi del porto. La Scura è la più suggestiva, stretta e in ombra tra i muri; il Pennino è quella che quasi tutti usano. In salita, con il caldo di agosto, sono entrambe faticose.
Chi ha difficoltà motorie, un passeggino o una valigia grande deve saperlo in anticipo: qui non ci sono scorciatoie e non c'è un mezzo che ti porti alla porta. Il servizio barca che collega il borgo alla spiaggia della Chiaia è l'unica alternativa ai gradini, e riguarda la spiaggia, non i bagagli. Se dormi qui, viaggia leggero: la logistica è spiegata anche in muoversi a Procida.
Come è fatto il borgo
Guarda le facciate da vicino e capisci che nessuno le ha progettate insieme. Corricella è architettura spontanea: archi, cupole, scale esterne, logge, volumi aggiunti sopra volumi esistenti quando serviva una stanza in più. Il colore serviva ai pescatori per riconoscere casa propria dal mare, e da terra sembra una tavolozza rovesciata.
L'elemento da cercare è il vefio: il piccolo balcone coperto con la volta ad arco, di influenza araba, che si affaccia sul porto. Una volta che l'hai visto, lo riconosci ovunque, anche al Casale Vascello, il borgo a corte poco più in alto.
Sopra le case, sul crinale, c'è Santa Margherita Nuova, e ancora più su la mole di Terra Murata con l'abbazia di San Michele. Corricella si guarda dall'alto e Terra Murata si guarda dal basso: sono due metà della stessa vista.
Il Postino, qui
La piazzetta del borgo si chiama Piazzetta Massimo Troisi, e Corricella è il set principale de Il Postino. Non ci sono cartelli né percorsi segnalati, e va benissimo così: il borgo è rimasto quello del film perché non è stato trasformato in attrazione.
Se il film è il motivo del viaggio, sappi che la scena più famosa in spiaggia non è qui ma alla spiaggia del Pozzo Vecchio, sull'altro lato dell'isola, oggi conosciuta come la spiaggia del Postino. La mappa completa delle location è nella pagina sui luoghi de Il Postino a Procida.
Mangiare sul molo
I ristoranti stanno in fila sul molo, con i tavoli a pochi metri dall'acqua: La Lampara, Caracalè, Il Pescatore e Fuego. La posizione è parte del prezzo, ed è giusto dirlo: paghi anche il tavolo sull'acqua. In cambio, il pesce arriva dalle barche che vedi davanti.
Ordina semplice. Il pesce del giorno, gli spaghetti ai ricci quando ci sono, e l'insalata di limoni col limone di Procida, che qui è grosso, con la buccia spessa e dolce. A cena prenota: i tavoli in prima fila finiscono presto, e in agosto finiscono prestissimo. Il resto delle scelte sull'isola sta nella guida ai ristoranti.
Dormire a Corricella
Dormire qui è la scelta più bella e la più scomoda dell'isola, e le due cose non si annullano. La sveglia con i pescatori sotto la finestra vale il trasbordo; le scale con la valigia no, se hai un ginocchio delicato. Hotel La Corricella è l'indirizzo storico sul porto.
Chiedi sempre due cose prima di prenotare: quanti gradini separano la camera dalla strada carrabile più vicina, e se la struttura organizza il trasporto dei bagagli. Le risposte cambiano molto da casa a casa. Il confronto tra i borghi è in dove dormire a Procida.
Quando venire
La luce arriva sulle facciate da est, quindi la mattina presto il borgo è illuminato e vuoto: è l'ora della fotografia, con le barche ferme e i pescatori che sistemano le reti. Nel pomeriggio il sole gira e il fronte va in ombra, ma il colore diventa più caldo e i tavoli si riempiono.
Il momento peggiore è la metà del pomeriggio di agosto, quando i gruppi in giornata scendono tutti insieme dalle scale. Se puoi scegliere il mese, guarda maggio o settembre. E se vuoi la vista che vedi in tutte le cartoline — il borgo intero, di fronte — devi salire in alto o prendere una barca: dal molo, quella fotografia non esiste.











