Caracalé sta sulla banchina della Corricella, al numero 62, dentro un ex deposito di barche: volte basse, pietra a vista, la porta che dà sull'acqua. È il tipo di sala che a Procida ha una spiegazione precisa — qui i gozzi si ricoveravano d'inverno, e quando la pesca è diventata un mestiere per pochi i depositi sono diventati altro. Si mangia pesce, si spende circa 40 EUR a persona, e il martedì è chiuso. La cosa che lo rende utile più di tante altre insegne è che non sparisce a novembre: resta aperto tutto l'anno, e da gennaio a marzo apre sabato e domenica.
La sala, e perché conta
Il fascino di questo indirizzo non è una terrazza panoramica: è l'interno. Un deposito di barche restaurato ha soffitti a volta, muri spessi e una temperatura che d'estate ti salva dalle otto di sera in poi. Se hai già cenato due volte su una terrazza affacciata sulla baia, qui cambia il registro: sei dentro il borgo, non sopra il borgo. Fuori, la banchina continua a vivere per conto suo, con le barche a due metri dai tavoli.
È anche il motivo per cui funziona in una serata di vento o di pioggia, quando i locali che vivono di tavoli esterni si svuotano. Fuori stagione, con la Corricella quasi deserta, quella sala vale il viaggio più di quanto valga ad agosto.
Cosa ordinare
Il piatto per cui viene citato più spesso sono gli spaghetti ai ricci: pasta mantecata a crudo con la polpa dei ricci, aglio, prezzemolo. Come ovunque sull'isola, la disponibilità non è garantita — la raccolta dei ricci è soggetta a limiti per la pesca sostenibile. Telefona e chiedi, invece di darlo per scontato ad agosto.
Le altre cose per cui il locale è conosciuto raccontano una cucina che non si limita al pesce alla griglia. La zuppa di cannellini e cozze è un piatto di terra e di mare insieme, di quelli che in carta nei posti turistici non ci mettono più. La seppia scottata con julienne di zucchine crude gioca sul contrasto di temperature. Il pesce bandiera fritto in pastella «alla parmigiana» è la cosa più interessante della lista: il pesce bandiera è lungo, sottile, economico, e nel golfo era pesce da famiglia, non da ristorante. Il tonno scottato chiude il repertorio.
Quello che non troverai in tavola è la cucina del limone pane, che resta la vera specialità dell'isola e che i ristoranti di Corricella trattano poco. Per quella devi scendere alla Chiaiolella o fermarti in pasticceria.
Quanto si spende davvero
Circa 40 EUR a persona: è una delle poche cifre pubblicate e verificabili per un ristorante di Procida, e viene da una recensione di Luciano Pignataro. Per un pranzo o una cena di pesce nel golfo, con antipasto, primo e un bicchiere, non è caro. Diffida invece dei confronti fatti con le fasce a simboli dei portali di recensione: un doppio simbolo di valuta non è un prezzo, e convertirlo in euro è un esercizio di fantasia.
Come sempre, la variabile è il pescato al peso. Se ordini il pesce intero alla griglia, chiedi il prezzo al chilo e la pezzatura prima che vada in cucina: cinquanta grammi in più sono pochi in tavola e parecchi sul conto. La stessa cifra di 40 EUR a persona è verificata anche per La Conchiglia, mentre Da Girone alla Chiaiolella sta tra 20 e 40 EUR.
Quando è aperto
Questo è il punto in cui Caracalé batte quasi tutti. L'apertura è annuale: da gennaio a marzo il locale lavora solo il sabato e la domenica, poi torna alla settimana piena. Il martedì è il giorno di chiusura. Su un'isola dove tra novembre e marzo metà delle cucine si ferma e gli orari cambiano senza avvisare, un indirizzo che sta aperto d'inverno è una risorsa. Se stai programmando un weekend fuori stagione, mettilo in lista subito.
Resta valida la regola generale dell'isola: prima di attraversare mezzo paese, una telefonata. Le aperture invernali dipendono anche dal tempo e dai traghetti, e un weekend di mare grosso cambia i piani a tutti, ristoratori compresi. Per capire cosa aspettarti mese per mese c'è la pagina su quando andare a Procida.
Cosa bere
La carta dei vini, a Procida, è sempre una carta campana con poche righe locali. L'isola produce vino da sempre, ma per generazioni lo ha venduto sfuso, e l'uva Levante finiva soprattutto sulle bancarelle come uva da tavola. Il vino Starza, presentato nel 2022 durante l'anno della Capitale italiana della cultura, è il primo prodotto con uve di Procida sotto una denominazione — DOC Campi Flegrei, perché una DOC Procida non esiste. Se lo trovi in carta, ordinalo per capire com'è fatta la viticoltura eroica su un'isola di meno di quattro chilometri quadrati; se non c'è, non stupirti, le bottiglie sono poche.
In alternativa, la scelta sicura con questa cucina è una falanghina flegrea o un bianco d'Ischia: acidità alta, poco legno, niente che copra i ricci o le cozze. Sul vino il consiglio è sempre lo stesso: chiedi cosa hanno di sfuso o al bicchiere prima di aprire una bottiglia importante, perché a metà cena con il caldo la bottiglia calda non se la merita nessuno.
Il verdetto
È l'indirizzo che consiglio più volentieri a Corricella, e non perché sia il più scenografico: perché ha un prezzo dichiarato, una cucina che prova qualcosa oltre la frittura, e un calendario che regge l'inverno. Il voto dei viaggiatori è 4,3 su 5 con circa mille recensioni, in linea con La Lampara.
I limiti sono due, onesti. Il primo: è una sala interna, quindi se il tuo scopo è la fotografia della baia al tramonto sei nel posto sbagliato e ti conviene salire a La Lampara o fermarti in piazza da Assafà. Il secondo: sulla banchina di Corricella in agosto si cena stretti, e questo vale per tutti. Il quadro completo delle alternative è nella guida ai ristoranti.




