Limoni pane dalla buccia spessa maturi sull'albero, sotto una pergola di pali di castagno e rete ombreggiante
Prodotti tipici

Limone di Procida (limone pane)

Crudo, a temperatura ambiente Primavera

In breve

Categoria
Prodotti tipici
Origin
Isola di Procida, golfo di Napoli
Temperature
Crudo, a temperatura ambiente
Stagione
Maturazione da ottobre a marzo; pianta rifiorente tutto l'anno, in tavola soprattutto da primavera a inizio estate
Abbinamento
Olio extravergine, menta, pesce fritto
Esigenze alimentari
Vegetariano, Senza glutine

Prendi in mano un limone di Procida e la prima cosa che noti è il peso sbagliato. È grande come un'arancia grossa, la buccia è spessa e chiara, e quando lo tagli scopri perché: fra la scorza e la polpa c'è uno strato bianco alto anche un centimetro e mezzo, spugnoso, morbido. In qualsiasi altro limone italiano quella parte si chiama albedo, è amara e si butta. Qui è dolce e si mangia. Tutta la cucina del limone di Procida nasce da questa singola differenza botanica, e non è un dettaglio da guida: è il motivo per cui esiste un'insalata di limoni procidana e non ne esiste una amalfitana.

Che cos'è il limone pane

È una cultivar locale, coltivata sull'isola negli orti murati e nei terrazzamenti dietro le case. Il frutto è medio-grande, di forma tondeggiante, con la buccia spessa e giallo chiaro. La polpa è succosa, quasi priva di semi e poco acida: se la assaggi da sola non ti fa la smorfia che ti aspetti da un limone.

Il nome è descrittivo, non poetico. La parte bianca è talmente sviluppata e così morbida che al taglio ricorda la mollica del pane. I procidani lo mangiano così, a fette spesse, con un filo d'olio e il sale, come faresti tu con un pomodoro.

Le fonti botaniche lo danno come probabile ibrido fra arancio amaro e cedro. La parola giusta è probabile: non ho trovato una caratterizzazione genetica pubblicata che chiuda la questione, e chi te lo racconta come certo sta arrotondando.

Perché l'albedo dolce cambia tutto

Metti a confronto tre limoni del golfo. Lo sfusato amalfitano ha un albedo spesso ma amaro: si usa la scorza per il limoncello, il succo per il pesce, e il bianco finisce nell'umido. L'ovale di Sorrento si comporta allo stesso modo. Il limone pane di Procida no: la parte bianca è dolce, tenera, con una consistenza fra la spugna e la polpa di anguria bianca.

La conseguenza pratica è enorme. Se l'albedo si mangia, il limone smette di essere un condimento e diventa un ortaggio. Puoi tagliarlo grosso e condirlo, e ottieni un antipasto crudo che a Napoli, con i limoni comuni, sarebbe immangiabile. Puoi farne una crema che regge da sola il ripieno di una lingua di Procida. Puoi ridurlo a pesto e usarlo come base per un primo di mare.

La prova da fare. Chiedi una fetta di limone pane e mordi la parte bianca. Se è amara, non è un limone di Procida — è un limone.

Che cosa se ne fa in cucina

Quattro usi, in ordine di quanto spesso li incontri davvero.

  • Insalata di limoni. Fette grossolane con albedo, aglio, cipolla, menta, peperoncino, olio, sale. Si schiaccia appena con la forchetta. Nasce come salsa per il pane e come accompagnamento al pesce fritto.
  • Crema al limone. Il ripieno della lingua di Procida, la sfoglia allungata che qui è colazione tutto l'anno.
  • Pesto di limone. Base per le linguine con vongole o cozze. Da Da Girone, alla Chiaiolella, è il piatto simbolo della casa.
  • Limoncello. Fatto con la scorza del limone pane. Molte cucine lo offrono al conto: da Da Girone arriva senza che tu lo chieda.

Trovi anche polpette di limone e melanzane, tarte au citron col limone pane da Paname', e la parmigiana alla procidana, che non c'entra col limone ma vale la digressione: si mangia foglia per foglia invece di tagliarla a fette, e riposa un giorno prima di andare in tavola.

Quando si trova davvero

La maturazione va da ottobre a marzo, ma la pianta è rifiorente e produce tutto l'anno. Sulle tavole dei ristoranti lo vedi soprattutto da primavera a inizio estate, quando l'insalata di limoni entra negli antipasti e il caldo la rende sensata.

Se arrivi ad agosto lo trovi lo stesso, perché la domanda tiene aperta la filiera. Se arrivi a novembre trovi il frutto migliore e metà dei ristoranti chiusi: Procida d'inverno si svuota sul serio. In quel caso punta su chi resta aperto tutto l'anno, come Paname' a Marina Grande.

La produzione è piccola. Parliamo di un'isola di meno di 4 km² con orti domestici, non di una filiera industriale: non aspettarti banchi di mercato pieni di cassette.

P.A.T. e non DOP: che differenza fa

Il limone di Procida è iscritto ai P.A.T., l'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Campania. Non è DOP e non è IGP.

La differenza ti riguarda come consumatore. Il P.A.T. è un censimento regionale di prodotti con metodi consolidati nel tempo: registra, non tutela il nome sul mercato. Una DOP o una IGP creano invece un disciplinare e un consorzio, e chi scrive quel nome fuori dalle regole è perseguibile.

Tradotto: "limone di Procida" scritto su un menu o su una bottiglia non è una garanzia legale di origine. Non significa che ti stiano imbrogliando, significa che devi chiedere. Sull'isola la domanda ha senso; a Napoli, su un limoncello industriale, la scritta vale poco. Ne parlo più per esteso nel racconto lungo sul limone pane.

Dove lo vedi crescere

Non ci sono limonaie visitabili organizzate. I limoni stanno negli orti privati dietro i muri, e li intravedi camminando: sulla salita verso Terra Murata, nelle strade interne fra Marina Grande e la Chiaiolella, lungo i muretti del sentiero verso Vivara.

È una delle poche cose per cui conviene camminare invece di prendere il microtaxi: la parte agricola di Procida sta nell'interno, non sul lungomare.

Dove assaggiarlo a Procida

Ingredienti principali

Limone pane (cultivar locale)Albedo spugnoso e dolcePolpa succosa quasi priva di semiBuccia spessa giallo chiaro

Taccuino

Consigli di chi ci vive

Da mangiare

Mangia il bianco

Se ti servono una fetta e tu scarti l'albedo, hai buttato la parte che rende questo limone diverso da tutti gli altri del golfo.

Momento migliore

Aprile-giugno

Frutto ancora ottimo, ristoranti tutti aperti e insalata di limoni in carta quasi ovunque. Ad agosto la trovi lo stesso, ma con la fila.

Soldi

Il limoncello del conto

Diverse cucine offrono il limoncello a fine pasto. Non è un obbligo del posto: se non arriva, non è un cattivo servizio.

Cosa portare

Un sacchetto

Se compri limoni da portare a casa, mettili sciolti in un sacchetto di carta. Nella plastica chiusa la buccia spessa suda e ammuffisce in tre giorni.

Domande frequenti

Che cos'è il limone pane di Procida?

È la cultivar di limone dell'isola: frutto medio-grande, buccia spessa giallo chiaro, polpa poco acida e soprattutto un albedo — la parte bianca — molto sviluppato, spugnoso e dolce. Il nome viene dalla consistenza, che al taglio ricorda la mollica.

Perché si può mangiare la parte bianca?

Perché in questa cultivar non è amara. Nello sfusato amalfitano e nell'ovale di Sorrento l'albedo è amaro e si scarta; qui è dolce, e diventa l'ingrediente principale dell'insalata di limoni.

Il limone di Procida è DOP?

No. È iscritto ai P.A.T. della Regione Campania, che è un elenco di prodotti tradizionali, non un marchio di tutela. Non esiste una DOP né una IGP del limone di Procida, quindi il nome su un'etichetta non è giuridicamente protetto.

In che periodo si raccoglie?

La maturazione principale va da ottobre a marzo, ma la pianta è rifiorente e dà frutti tutto l'anno. Nei menu il limone si vede soprattutto in primavera e a inizio estate.

Che differenza c'è con lo sfusato amalfitano?

La parte bianca. Lo sfusato ha albedo spesso ma amaro, buono per la scorza e il limoncello; il limone pane ha albedo dolce e commestibile. È questa la ragione per cui a Procida esiste una cucina del limone e in costiera no.

Dove posso comprarlo sull'isola?

Nei piccoli alimentari e dai fruttivendoli di Marina Grande e della Chiaiolella, quando ce ne sono. La produzione è domestica e limitata: non c'è un mercato dedicato e la disponibilità cambia di settimana in settimana.

Vale la pena portarne a casa?

Sì, se lo usi entro pochi giorni e lo tieni all'aria. La buccia spessa protegge bene il frutto, ma chiuso nella plastica si rovina in fretta.

Similar dishes