Carciofi romaneschi su un banco di mercato: la stessa varietà del carciofo di Procida
Prodotti tipici

Carciofo di Procida

Fresco in stagione; sott'olio a temperatura ambiente Primavera

In breve

Categoria
Prodotti tipici
Origin
Orti dell'isola di Procida; tipo Romanesco
Temperature
Fresco in stagione; sott'olio a temperatura ambiente
Stagione
Fresco da marzo a maggio; sott'olio disponibile tutto l'anno
Abbinamento
Pane, formaggi freschi, antipasti di mare
Esigenze alimentari
Vegetariano, Senza glutine

Il limone si prende tutta l'attenzione, ma l'altro prodotto agricolo serio dell'isola è il carciofo. Lo vedi in primavera nei banchi piccoli e negli orti dietro i muri: capolini grossi, tondi, verde chiaro striati di viola. Poi sparisce dalla vista e riappare in barattolo, sott'olio, dove resta buono per mesi. Chi arriva a luglio e cerca il carciofo fresco arriva con tre mesi di ritardo.

Che tipo di carciofo è

Appartiene al tipo Romanesco. La pianta produce un capolino primario grande e globoso, verde chiaro con venature violacee, e poi capolini secondari più piccoli e nettamente più violetti.

Questa distinzione non è botanica per hobbisti: decide l'uso. Il primario, grosso e tenero, si mangia fresco — imbottito, in tegame, fritto. I secondari, più piccoli e compatti, sono quelli che finiscono sott'olio, perché entrano nel barattolo interi e reggono la conservazione senza spappolarsi.

Come il limone, è iscritto ai P.A.T. della Regione Campania. Vale la stessa avvertenza: il P.A.T. è un elenco regionale di prodotti tradizionali, non una DOP e non una IGP. Non tutela il nome sul mercato.

La conserva sott'olio, passo per passo

È la preparazione tradizionale, e ha tempi lunghi che spiegano perché un barattolo fatto bene costa quello che costa.

  1. Si mondano i capolini secondari, togliendo le foglie esterne dure e la parte fibrosa del gambo.
  2. Si scottano in acqua, aceto di vino bianco e sale. L'acidità serve alla conservazione e tiene il colore.
  3. Si scolano e si asciugano bene. L'acqua residua è il nemico numero uno del sott'olio.
  4. Si invasettano in olio extravergine con aglio, origano e peperoncino.
  5. Si lasciano maturare due mesi prima di aprirli. Dopo l'apertura, e conservati correttamente, reggono oltre sei mesi.

Due mesi di attesa vogliono dire che quello che compri in primavera è il raccolto dell'anno precedente o del primo taglio: chiedi la data se il barattolo è artigianale e non ha etichetta industriale.

Come lo incontri in tavola

Nella pratica lo trovi in tre forme. Negli antipasti misti, come componente vegetale accanto a fritti e verdure di stagione — ad Assafa', sopra Corricella, le verdure campane di stagione sono parte dichiarata della cucina, e le opzioni vegetariane ci sono. Nei contorni, quando il fresco è in stagione. E in barattolo, come prodotto da portare via.

Nella cucina di casa entra anche nella pasta, saltato con olio e aglio, e come ripieno. Ma il suo posto naturale è l'antipasto: acido, sapido, oleoso, fatto per essere mangiato col pane prima del pesce.

Se vuoi capirlo, assaggia nello stesso pasto un carciofo sott'olio e l'insalata di limoni. Sono i due antipasti crudi-conservati dell'isola e lavorano sullo stesso registro: acidità, olio, aromatiche.

Che cosa farci quando è fresco

Il capolino primario — quello grosso e globoso — è il pezzo pregiato, e sull'isola resta in gran parte nelle cucine di casa. Si mangia in tre modi.

  • Imbottito. Si allargano le foglie, si riempie con pane raffermo, aglio, prezzemolo e pecorino, si cuoce in tegame con poca acqua e olio. È la preparazione di festa.
  • In tegame, a spicchi, con olio, aglio e prezzemolo: contorno diretto, che sta bene con il pesce alla griglia e con il coniglio.
  • Crudo, affettato sottilissimo con olio, limone e scaglie di formaggio. Qui il limone pane fa la differenza: essendo poco acido, condisce senza cuocere le fette.

Un'avvertenza pratica: il carciofo fresco annerisce in fretta una volta tagliato. In cucina si tiene in acqua acidulata, e al ristorante un piatto di crudo che arriva grigio è stato preparato troppo presto.

Quando trovarlo e dove comprarlo

La stagione del fresco è marzo-maggio. È una finestra stretta, e coincide con il periodo migliore per venire sull'isola in generale: clima buono, ristoranti aperti, nessuna fila ai traghetti.

Il sott'olio si trova tutto l'anno negli alimentari di Marina Grande e della Chiaiolella. Non ci sono produttori con punto vendita pubblicizzato che io abbia potuto verificare: quello che compri viene in genere da piccole produzioni domestiche, e la qualità varia di barattolo in barattolo.

Prezzi: non ci sono listini pubblicati per il carciofo di Procida, né fresco né in conserva. Chiedi in negozio e confronta due o tre banchi prima di comprare cinque barattoli.

Portarlo a casa

È il souvenir gastronomico più sensato dell'isola, più del limoncello e molto più della lingua di Procida, che deperisce in poche ore.

Accortezze da traghetto: il vetro va imbottito, il barattolo va tenuto in piedi, e in valigia da stiva conviene una busta chiusa nel caso il coperchio ceda. Una volta a casa, tieni i carciofi sempre coperti d'olio dopo l'apertura e in frigorifero: se emergono dall'olio, ammuffiscono.

Ingredienti principali

Carciofi tipo RomanescoAceto di vino biancoSaleOlio extravergineAglioOriganoPeperoncino

Taccuino

Consigli di chi ci vive

Momento migliore

Marzo-maggio per il fresco

Fuori da quella finestra trovi solo il sott'olio. È ottimo, ma è un altro prodotto.

Soldi

Nessun prezzo pubblicato

Non esistono listini online per il carciofo dell'isola. Chiedi in negozio e confronta prima di fare scorta.

Cosa portare

Il barattolo in stiva

Il vetro va imbottito e tenuto in piedi. In cabina sui voli non passa comunque, per via del liquido.

Domande frequenti

Che tipo di carciofo è il carciofo di Procida?

È un carciofo di tipo Romanesco: capolino primario grande e globoso, verde chiaro con venature violacee, e capolini secondari più piccoli e più violetti, che sono quelli usati per la conserva sott'olio.

Qual è la stagione?

Il fresco si trova da marzo a maggio. Il sott'olio è disponibile tutto l'anno, ed è la forma in cui la maggior parte dei visitatori lo incontra.

Come si prepara il carciofo sott'olio?

I capolini secondari si mondano e si scottano in acqua, aceto di vino bianco e sale, poi si invasettano in olio extravergine con aglio, origano e peperoncino. Maturano due mesi prima del consumo e si conservano oltre sei mesi.

È un prodotto DOP?

No. È iscritto ai P.A.T. della Regione Campania, un elenco di prodotti agroalimentari tradizionali che registra ma non tutela giuridicamente il nome commerciale.

Dove si compra sull'isola?

Nei piccoli alimentari di Marina Grande e della Chiaiolella. La produzione è domestica e non ci sono punti vendita aziendali pubblicizzati: la qualità varia da produttore a produttore.

Si può portare in aereo?

Solo in bagaglio da stiva, perché è un contenitore di liquido oltre i limiti consentiti in cabina. Imbotti il vetro e tienilo in piedi.

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