Prima di tutto il resto, la cosa che devi sapere: La Conchiglia sta giù, sulla sabbia della spiaggia della Chiaia, e per arrivarci si scendono 170 gradini. L'indirizzo è Via Pizzaco 10, ma quello è il punto in cui lasci la strada e cominci la scalinata. Non è un dettaglio logistico: è il fatto che decide se questo posto fa per te. In discesa sono dieci minuti; in salita, dopo pranzo, con il sole di luglio, sono un'altra faccenda. C'è un'alternativa via mare, e ne parlo tra poco. Chi ci arriva mangia la pasta fresca che sull'isola pochi fanno ancora, spendendo circa 40 EUR a persona.
I 170 gradini, e l'alternativa via mare
La scalinata parte da Via Pizzaco, sul costone che scende dal promontorio di Punta Pizzaco, e finisce sulla sabbia. Sono 170 gradini, esposti, senza corrimano continuo e con qualche tratto irregolare. In discesa il panorama è magnifico e non ci pensi. In salita a stomaco pieno, con il caldo, ci pensi eccome: mettici venti minuti e una sosta.
Chi non se la sente ha una via d'uscita: si arriva anche via mare, e il ristorante organizza il trasporto in barca da Corricella. Su questo però sii esplicito quando prenoti: chiedi se il servizio è attivo quel giorno, a che ora passa la barca, quanto costa e con quale mare non parte. È un servizio che dipende dalle condizioni, non un traghetto di linea, e trovarsi in spiaggia dopo cena senza il passaggio previsto significa 170 gradini al buio.
La regola sensata: scendi a piedi con la luce, prenota il rientro in barca. Oppure, se la barca non c'è, prenota il pranzo e non la cena, così la risalita la fai da sveglio e non a mezzanotte. Con passeggini, carrozzine o problemi di deambulazione, l'accesso a piedi è da escludere del tutto.
Cosa si mangia
Il motivo per scendere è la pasta fresca. Gli stracci con cozze e broccoli sono il piatto che ricordo meglio: pasta irregolare tirata a mano, un mollusco e una verdura, niente altro a nascondere. Le caramelle di ricotta e gamberi in salsa di cozze bianche vanno nella stessa direzione, con una salsa che è il liquido delle cozze montato, non una crema. I calamari ripieni di ricotta al pomodoro sono il secondo da ordinare se non sai decidere.
Poi c'è la frittura di paranza, che è il metro di misura di qualunque cucina di mare: pesce piccolo, asciutto, senza l'unto che ti resta addosso fino a sera. Qui la fanno bene, ed è il piatto che i residenti citano quando dicono — e lo dicono spesso — che questo è il posto dove si mangia meglio sull'isola.
Sul limone pane non aspettarti una sezione dedicata. Se cerchi l'insalata di limoni, l'indirizzo giusto sta a Chiaiolella; qui la cucina è marinara e di pasta fresca.
Quando è aperto
La stagione è verificata e va detta chiaramente: da Pasqua a novembre. D'inverno non c'è, e ha senso — un ristorante sulla sabbia, raggiungibile per scala o per barca, con il mare grosso non lavora. Gli orari sono 12:00–16:00 e 19:00–23:00.
La fascia di pranzo lunga è il vero punto di forza: puoi arrivare alle 14, mangiare senza fretta e restare in spiaggia. Se hai in programma una giornata alla Chiaia, l'incastro naturale è mattina in spiaggia, pranzo tardi, pomeriggio all'ombra e risalita quando il sole cala. Il resto delle spiagge dell'isola è nella guida alle spiagge di Procida.
Su questa pagina non trovi un punteggio dei viaggiatori. Non perché sia basso: perché non l'ho potuto verificare, e preferisco lasciare il campo vuoto piuttosto che riportare un numero che non ho controllato.
Dove ti trovi, esattamente
C'è una confusione ricorrente su questo indirizzo, e vale la pena scioglierla. La Conchiglia — per i procidani «da Tonino» — viene spesso associata a Corricella, perché da lì arriva la barca e perché il costone è lo stesso. Ma il ristorante non sta sulla banchina del borgo: sta dall'altra parte del promontorio, sulla sabbia della Chiaia, che è una spiaggia diversa e un'altra logistica.
La differenza si vede a tavola. Sulla banchina di Corricella mangi dentro un borgo, con le barche ormeggiate e la gente che passa; qui mangi su una spiaggia, con il rumore dell'acqua e nient'altro intorno. Al tramonto, quando gli ombrelloni si chiudono e restano i tavoli, è il posto più silenzioso dell'isola. È anche il più scomodo da lasciare, e le due cose sono la stessa cosa.
Quanto si spende
Circa 40 EUR a persona: la cifra viene da una recensione di Luciano Pignataro ed è una delle poche pubblicate per l'isola. Per pasta fresca fatta in casa e frittura in un posto dove ogni cassetta di verdura scende per la stessa scalinata che scendi tu, non è caro. La logistica, qui, un prezzo ce l'ha davvero.
La stessa cifra è verificata per Caracalé a Corricella; Da Girone alla Chiaiolella sta tra 20 e 40 EUR. Come ovunque, il pescato del giorno al peso è una voce a sé: prezzo al chilo e pezzatura, chiesti prima di ordinare.
Il verdetto
È il posto che consiglierei per un solo pranzo a Procida, se il pranzo dovesse essere uno. Ma con l'avvertenza in grassetto: 170 gradini in discesa e 170 in salita, oppure una barca da concordare. Chi lo sa in anticipo scende preparato e passa una delle giornate migliori dell'isola. Chi lo scopre sul posto, in infradito, con il caldo di agosto, lo ricorda per il motivo sbagliato.
Se la scalinata è fuori discussione, le alternative in piano stanno a Marina Grande: La Medusa e Re Ferdinando si raggiungono dal porto senza gradini. Il confronto completo è nella guida ai ristoranti.



