Il Pescatore sta al numero 63 della banchina, in mezzo alla fila di insegne che occupano il fronte mare della Corricella. Ha una terrazza panoramica, il doppio turno di pranzo e cena, e la cosa più utile per chi arriva da fuori: prende le prenotazioni online tramite Tablein, quindi non devi giocarti la serata al telefono con la linea che salta. Chiude il lunedì. La valutazione dei viaggiatori è 4,1 su 5 con circa 630 recensioni: un gradino sotto i due indirizzi più citati del borgo, e vale la pena capire perché.
Dove si trova
Coordinate 40.7616, 14.0291: sei sulla banchina, a filo d'acqua, con i gozzi ormeggiati davanti e le case a schiera alle spalle. Dal porto di Marina Grande si arriva a piedi in una ventina di minuti passando per Via Vittorio Emanuele, oppure con il microbus fino a Piazza dei Martiri e poi scendendo la scalinata che porta alla marina.
La discesa è la parte facile. La risalita dopo cena, con il vino e il caldo, è l'unica vera fatica di una serata a Corricella: mettici dieci minuti buoni e scarpe che tengano sui gradini consumati. Se il pranzo è parte di una passeggiata tra Terra Murata e Corricella, l'ordine giusto è prima la salita al borgo murato, poi la discesa a tavola, non il contrario.
Cosa ordinare
Le tre cose per cui il locale viene citato dai clienti sono il polpo, i paccheri al pesce spada e il salmone in crosta di pistacchio. Il polpo è il piatto su cui misuro qualsiasi cucina di mare del golfo: cottura lunga, poi griglia, e dentro deve restare morbido. I paccheri al pesce spada sono un primo da carta di mare mediterranea, più siciliano che procidano, ed è onesto dirlo: qui la cucina segue il gusto del golfo, non una tradizione isolana codificata.
Il salmone in crosta di pistacchio è il segnale più chiaro di questa impostazione, ed è anche il piatto che divide: il salmone nel Tirreno non ci vive, quindi è un prodotto d'importazione in un ristorante affacciato su una flotta da pesca. Se sei venuto a Procida per mangiare quello che esce da quel mare, ordina il pescato del giorno o il polpo e lascia stare. Se invece sei a tavola con qualcuno che il pesce azzurro non lo tocca, quel piatto risolve la serata.
Sulla cucina del limone pane, come nel resto della banchina, non contarci. L'insalata di limoni la trovi con certezza dall'altra parte dell'isola, a Chiaiolella.
Orari e prenotazione
Gli orari sono 12:30–14:30 a pranzo e 19:30–22:30 a cena, con chiusura il lunedì. Sono orari stretti, tipici di un locale che lavora a turni: se prenoti alle 21:30 in agosto, aspettati un servizio veloce e non una serata lunga. Meglio il primo turno.
Le prenotazioni passano da Tablein e dal numero di cellulare, +39 339 453 6543; il locale è presente anche su Instagram, dove pubblica le disponibilità del giorno. La prenotazione online è il vero vantaggio competitivo di questo indirizzo per chi organizza da lontano: la maggior parte dei ristoranti dell'isola risponde solo al telefono, e nei giorni di punta non risponde affatto. Se stai incastrando la cena con l'orario del traghetto di ritorno — controlla la pagina sui traghetti per Procida — poter fissare l'ora esatta cambia la giornata.
Quanto si spende
Fascia media. Non esiste una cifra media pubblicata e verificabile per Il Pescatore, quindi non te ne do una: convertire in euro i simboli di valuta dei portali di recensione è il modo più rapido per scrivere un numero sbagliato. Per avere un'idea dell'ordine di grandezza a Corricella, l'unico riferimento verificato del borgo è Caracalé, intorno ai 40 EUR a persona.
La regola vale ovunque sull'isola: il pescato al peso è la voce che decide il conto. Chiedi il prezzo al chilo e fatti mostrare il pesce prima che vada sulla griglia. Nessun ristorante serio se la prende, e chi se la prende ti sta dicendo qualcosa.
Quando andare
Procida d'inverno si svuota davvero: tra novembre e marzo una parte consistente dei ristoranti chiude o riduce i giorni, e la banchina di Corricella la sera diventa un posto silenzioso, con due o tre luci accese. Per questo indirizzo non ho un calendario stagionale verificato, quindi la regola resta la telefonata: prima di scendere, chiama. Se cerchi una certezza fuori stagione, l'unico locale del borgo con apertura annuale accertata è Caracalé, che da gennaio a marzo lavora nei fine settimana.
In estate il problema si ribalta. Tra la metà di luglio e la fine di agosto la banchina è piena a ogni turno, e senza prenotazione si gira a vuoto tra un'insegna e l'altra. I mesi migliori per mangiare con calma sono maggio, giugno e settembre: mare già buono, tavoli liberi, e un servizio che ha il tempo di raccontarti cosa è arrivato la mattina.
Il verdetto
È un buon indirizzo da banchina, con una terrazza che vale il conto e il vantaggio pratico della prenotazione online. Il 4,1 su 5 delle recensioni, contro il 4,3 dei due nomi più forti del borgo, racconta un locale solido ma non memorabile: nei periodi di pienone il servizio va di corsa, ed è l'appunto che ricorre di più tra chi ci mangia.
Come lo userei io: pranzo, primo turno, polpo e un bicchiere, con la baia che a metà giornata è meno fotogenica ma molto più vivibile. Per la cena scenografica salirei a La Lampara; per la sala nell'ex deposito di barche resterei da Caracalé; per una pizza con la stessa vista c'è Fuego due porte più in là. Il confronto completo sta nella guida ai ristoranti di Procida.



