Chi arriva a Procida con un romanzo in testa arriva quasi sempre con due: Il Postino, che è un film, e L'isola di Arturo, che è il libro di Elsa Morante ambientato su quest'isola. La differenza fra i due è enorme e conviene metterla subito in chiaro. Del film esistono luoghi identificabili, riconoscibili e verificati, a cominciare dalla spiaggia del Pozzo Vecchio. Del romanzo, invece, resta un'ambientazione: l'isola nel suo insieme, un tratto di costa citato e una eredità culturale molto concreta che si chiama premio letterario. Non c'è una casa di Arturo con la targa, e chi te la indica sta ricamando.
Questa pagina prova a fare una cosa semplice e insolita: dire che cosa risulta documentato, che cosa è racconto d'isola e che cosa non ti raccontiamo perché non l'abbiamo potuto verificare. La trama del libro, per esempio, qui non c'è: se non l'hai letto, leggilo, non c'è scorciatoia.
Cosa risulta documentato
Tre cose, e sono poche ma solide.
- Il romanzo è ambientato a Procida. Non è un'isola generica del golfo né un'isola inventata con un altro nome: è questa, con questo nome.
- La spiaggia dell'Asino compare nel libro. È l'unico luogo puntuale dell'isola che le nostre fonti collegano direttamente al testo, ed è anche l'unico che indichiamo come tale.
- Dal romanzo nasce un premio letterario, il Premio Procida — Isola di Arturo — Elsa Morante, fondato nel febbraio del 1986, pochi mesi dopo la morte della scrittrice. Esiste ancora, ed è l'eredità più viva della cosa.
Tutto il resto — quale palazzo sarebbe la casa del protagonista, quale angolo del borgo corrisponderebbe a quale pagina — circola sull'isola e nelle guide, ma non risulta documentato da nessuna delle fonti che abbiamo usato. Lo trattiamo per quello che è: racconto orale, che ha il suo valore e non è una prova.
La spiaggia dell'Asino, l'unico indirizzo
Sta all'estremità orientale del fronte di Marina Grande, attaccata alla spiaggia della Lingua: dalla Lingua ci si passa a piedi. Alla Lingua si arriva dal prolungamento di Via Roma oppure da una scalinata che scende da Via Bartolomeo Pagano, in pochi minuti dal molo dei traghetti.
Sia detto senza retorica: non è una bella giornata di mare. La Lingua è minuscola, senza servizi e senza ombra, di ciottoli o di sabbia molto grossa a seconda di chi la descrive, con il fondale che scende subito e il porto in attività a fianco. Ci si va per un'altra ragione: guarda verso la terraferma e il Monte di Procida, e nell'ultima ora di luce l'acqua e la costa di fronte girano sul rosa. Se stai facendo un giro letterario dell'isola, questo è il momento in cui farlo, e mezz'ora basta.
Una cautela sull'uso di questo posto. Chi si aspetta un luogo allestito — un cartello, una citazione incisa, un percorso segnalato — non lo trova. Vale qui la stessa regola del Pozzo Vecchio: sul posto non c'è niente di costruito per il visitatore, e chi ha il testo in testa vede una cosa, chi non ce l'ha vede una spiaggetta accanto a un porto.
Il premio nato dal libro, nel 1986
È la parte più concreta di questa storia, e la meno raccontata dalle guide. Il Premio Procida — Isola di Arturo — Elsa Morante viene fondato nel febbraio 1986, pochi mesi dopo la morte della scrittrice, in omaggio esplicito al romanzo ambientato sull'isola. Fra gli ideatori le fonti indicano Gabriella Sica, Walter Pedullà e Paolo Volponi.
Lo organizza il Comune di Procida — Assessorato alla Cultura, con l'alto patronato della Presidenza della Repubblica. Non è quindi un'iniziativa privata o commerciale: è un premio comunale che un'isola di poco più di diecimila abitanti porta avanti da quarant'anni, che è un dato notevole di per sé.
Il dettaglio che ci interessa di più riguarda la giuria. Dalla ventinovesima edizione, nel 2016, accanto alla giuria tecnica lavora una giuria di lettori selezionati dalle librerie e dalle scuole dell'isola. Significa che a decidere ci sono anche i procidani che leggono, e non solo i critici che arrivano da fuori. L'ultimo vincitore che possiamo indicare con certezza è Fabio Stassi, nel 2025, con Bebelplatz.
Quello che non scriviamo: la data dell'edizione 2026. Non l'abbiamo verificata e non ha senso pubblicare un giorno approssimativo per un evento a cui qualcuno potrebbe voler organizzare un viaggio. Se ti interessa assistere, l'informazione va chiesta al Comune.
Cosa non ti diciamo, e perché
Su Morante e su Procida circola parecchio materiale di seconda mano, e il confine fra il documentato e il verosimile è sottile. Ecco dove ci fermiamo.
- Niente trama, niente personaggi. Non riassumiamo il romanzo né ne citiamo scene: se lo facessimo a memoria, sbaglieremmo qualcosa, e un errore di trama in una guida turistica è il tipo di dettaglio che poi rimbalza ovunque.
- Niente biografia. Quanto tempo Elsa Morante abbia passato sull'isola, dove abbia alloggiato, quando ci sia venuta: non abbiamo fonti che lo stabiliscano e non lo inventiamo.
- Niente identificazioni di edifici. Il palazzo che sarebbe la casa del protagonista è una delle attribuzioni più ripetute sull'isola. Non risulta da nessuna fonte che abbiamo verificato.
È un elenco di assenze, ma preferiamo questo a una pagina piena di dettagli suggestivi che non reggono un controllo. Il romanzo esiste, l'ambientazione è questa, il resto lo mette il lettore.
L'isola che legge, oggi
La cosa interessante è che la vita letteraria di Procida non si è fermata al premio. Da giugno, ogni anno, si tiene Procida Racconta, un festival organizzato dalla casa editrice Nutrimenti, che dal 2014 gestisce una libreria sull'isola, con la direzione artistica di Chiara Gamberale. La formula è dichiaratamente unica in Italia: sei autori passano alcuni giorni qui, ciascuno "adotta" un abitante di Procida, ne raccoglie la storia e la trasforma in un racconto inedito, letto pubblicamente nella serata finale alla presenza del protagonista reale. I racconti confluiscono in un volume pubblicato ogni anno. Fra gli ospiti passati ci sono stati Concita De Gregorio, Donatella Di Pietrantonio, Fabio Genovesi, Paolo Nori, Michele Bravi, Gavin Francis, Emanuele Trevi. Si svolge in Piazza Marina Grande e sul Molo di Sopraflutto, l'ingresso è gratuito e i posti sono limitati.
Il festival è nato dentro il programma di Procida Capitale italiana della cultura 2022, l'anno in cui l'isola — prima isola italiana a ricevere il titolo, designata il 18 gennaio 2021 — ha messo insieme 150 eventi in 330 giorni con 350 artisti da 45 paesi, sotto lo slogan "Procida, la cultura non isola". L'eredità più solida di quell'anno è il restauro di Palazzo d'Avalos, l'ex carcere di Terra Murata riaperto nel giugno 2025 con l'allestimento permanente "Non ho aspettato altro che il giorno pieno".
Vale la pena tenerlo presente proprio dopo aver parlato di un romanzo: l'immagine dell'isola come luogo fermo e sospeso, che la letteratura ha contribuito a costruire, convive con un posto di poco più di diecimila abitanti che organizza festival, restaura edifici e discute pubblicamente dei propri servizi sanitari. Le due cose non si escludono, ma se vieni cercando solo la prima ti perdi metà dell'isola.
Un mezzo pomeriggio, se vuoi farne un giro
Non è un itinerario ufficiale e non lo spacciamo per tale. È il modo più sensato di mettere in fila i pochi luoghi che c'entrano davvero, in due o tre ore, partendo dal porto.
- Marina Grande, il fronte porto con la chiesa di Santa Maria della Pietà: il primo edificio che si vede arrivando via mare, ed è da qui che l'isola si è sempre raccontata a chi arriva.
- La Lingua e la spiaggia dell'Asino, pochi minuti a piedi verso est, meglio nell'ultima ora di luce.
- Terra Murata e Palazzo d'Avalos, se hai tempo e gambe: l'ex carcere ha segnato 140 anni di vita dell'isola, tanto che quasi ogni famiglia procidana conserva un oggetto prodotto là dentro. Gli orari delle visite non sono verificati — tre fonti danno tre calendari diversi — e la visita è solo guidata, su prenotazione: controlla prima di salire.
- La libreria, se sei qui a giugno, e la serata finale di Procida Racconta.
Se invece i luoghi che cerchi sono quelli del cinema, sono un'altra cosa e stanno nella pagina sui luoghi de Il Postino.

