Ci sono decine di festival letterari in Italia e quasi tutti funzionano allo stesso modo: un autore arriva, parla del suo libro, firma delle copie, riparte. Procida Racconta fa una cosa diversa, e per una volta la parola «unico» regge. Sei autori passano alcuni giorni sull'isola. Ciascuno «adotta» un abitante di Procida, ne raccoglie la storia e la trasforma in un racconto inedito. Nella serata finale i racconti si leggono in pubblico, alla presenza del protagonista reale, seduto tra il pubblico.
Si tiene a giugno, per circa cinque giorni. Le date della prossima edizione non sono ancora pubblicate e non le trovi qui, perché non le abbiamo: si controllano sul sito del festival.
Come funziona l'adozione
La meccanica è semplice e per questo funziona. Un autore viene messo in contatto con una persona dell'isola — un pescatore, una maestra, un comandante in pensione, chiunque — e ci passa insieme del tempo. Non un'intervista da mezz'ora: giorni. Poi scrive un racconto inedito che nasce da quella storia.
La sera finale, il racconto si legge ad alta voce. La persona di cui si parla è lì, ascolta la propria vita raccontata da qualcun altro, davanti ai suoi compaesani. È una situazione scomoda e bellissima, e cambia completamente il tono rispetto a una presentazione di libri: chi legge sa che il soggetto lo sta ascoltando.
I racconti di ogni edizione confluiscono in un volume pubblicato. Nel tempo si è costruita così una specie di anagrafe narrativa dell'isola, scritta da fuori ma con dentro persone vere.
Chi c'è dietro
Organizza la casa editrice Nutrimenti, che dal 2014 gestisce anche una libreria sull'isola: non è un editore che scende per tre giorni, è un editore che qui ha una saracinesca. La direzione artistica è di Chiara Gamberale.
Il festival è nato dentro il programma di Procida Capitale italiana della cultura 2022, l'anno che ha cambiato il rapporto dell'isola con i visitatori. Di quell'anno restano due eredità concrete: questo festival e la riapertura del Palazzo d'Avalos, l'ex carcere, che il sindaco Dino Ambrosino indica come il lascito principale del 2022.
Fra gli ospiti passati: Concita De Gregorio, Donatella Di Pietrantonio, Fabio Genovesi, Paolo Nori, Michele Bravi, Gavin Francis, Emanuele Trevi. Non è una lista di nomi minori, e per un festival che si tiene su un molo è un dato che dice qualcosa.
Dove si svolge
In Piazza Marina Grande e sul Molo di Sopraflutto. Cioè nel punto in cui sbarchi: Marina Grande è il porto dei traghetti e degli aliscafi, con via Roma sul fronte, la chiesa di Santa Maria della Pietà, i bar storici e il capolinea dei bus.
Fare un festival letterario sul molo, di sera, con l'acqua a due metri, è una scelta che si sente. Non c'è un auditorium, non c'è una separazione fra sala e strada: chi passa si ferma. Ed è anche il motivo per cui i posti sono limitati.
Il vantaggio pratico per chi viene da fuori è evidente: non devi salire da nessuna parte. Sei a zero minuti dal molo, a pochi metri dai bar — Bar Dal Cavaliere e Bar Roma stanno lì — e a due passi dalle spiagge piccole del porto, la Lingua e la Silurenza.
Date, posti e come organizzarsi
Le date non sono pubblicate. Quello che sappiamo è che il festival si tiene a giugno, per circa cinque giorni: l'ottava edizione si è svolta dal 5 al 9 giugno 2024, e l'edizione 2025 si è regolarmente tenuta. Le giornate esatte della prossima edizione vanno cercate su procidaracconta.it, non altrove.
L'ingresso è gratuito ma i posti sono limitati. È una combinazione che vale la pena capire: gratis non vuol dire che entri comunque. Su un molo, con sedie contate, presentarsi all'ora esatta significa restare in piedi in fondo. Arriva con anticipo, soprattutto per la serata finale, che è quella per cui il festival esiste.
Giugno, dal punto di vista del viaggio, è uno dei tre mesi buoni dell'isola insieme a maggio e settembre: mare praticabile, tutto aperto, folla ancora gestibile. La pagina su giugno a Procida e quella su quando andare entrano nel dettaglio.
Un'isola che viene scritta da due secoli
Il festival non nasce dal nulla. Procida è uno dei luoghi più scritti del golfo di Napoli, in proporzione ai suoi quattro chilometri quadrati. Nel 1852 Alphonse de Lamartine ci ambienta «Graziella», e da quella ragazza viene ancora oggi il nome dell'elezione che è il momento centrale della Sagra del Mare. Nel 1957 Elsa Morante ci ambienta «L'isola di Arturo», e nel 1994 Michael Radford ci gira «Il Postino» con Massimo Troisi.
Il risultato è che l'isola arriva ai visitatori già raccontata: le case della Corricella le hai viste prima di vederle, la spiaggia del Pozzo Vecchio ha preso il soprannome dal film. Procida Racconta rovescia il meccanismo: invece di ripetere le storie che già esistono, ne fa scrivere di nuove, e con persone che sono ancora qui.
Se il filone letterario ti interessa, la mappa dei set del film sta in i luoghi de «Il Postino», mentre il romanzo della Morante e i suoi luoghi sono raccontati nell'articolo dedicato. Sono due letture che rendono le stesse strade diverse.
Perché vale la pena, e per chi no
Vale la pena se ti interessa Procida come luogo abitato e non solo come cartolina. Questo festival è l'unico appuntamento dell'isola in cui il contenuto sono le persone che ci vivono, raccontate da scrittori bravi. Se hai letto «L'isola di Arturo» di Elsa Morante o hai visto «Il Postino», qui vedi la stessa operazione fatta oggi, e con persone vive.
Non vale la pena se cerchi un festival con grandi palchi, biglietti numerati e una macchina organizzativa robusta: non è quello, e non pretende di esserlo. E non vale la pena se non capisci l'italiano, perché le letture sono in italiano e la lingua è tutto il punto.
Un'ultima cosa, che dico da residente: il festival è anche una buona scusa per venire a giugno invece che ad agosto. In quei giorni l'isola è nel suo momento migliore — il mare c'è, i ristoranti sono aperti, i traghetti non sono presi d'assalto. Le sere si passano sul molo, i giorni alla Chiaia o alla Chiaiolella, e i posti letto si trovano ancora: il quadro sta in dove dormire a Procida.
Se cerchi invece l'altro appuntamento letterario dell'isola, c'è il Premio Procida - Isola di Arturo - Elsa Morante, fondato nel febbraio 1986 pochi mesi dopo la morte della scrittrice e organizzato dal Comune: la data dell'edizione in corso non è pubblicata, quindi va cercata di anno in anno.



