Se a Procida esiste una colazione ufficiale, si fa qui. Il Bar Dal Cavaliere è il bar-pasticceria storico dell'isola, sul fronte porto di Marina Grande, e la domenica mattina il banco è un rito: si entra, si prende la lingua, si esce a mangiarla guardando i traghetti. Non è un posto per turisti che si è adattato ai procidani; è il contrario.
Cosa prendere al banco
Le lingue di bue sono la specialità per cui il locale è conosciuto: sfoglia allungata, friabile, granella di zucchero sopra, e tre farciture — crema pasticciera classica, crema al limone, cioccolato. La versione al limone è quella che racconta l'isola, perché nasce dal limone pane locale; se ne prendi una sola, prendi quella.
Poi c'è la frollicella, che è una specialità della casa e non la trovi altrove: base di frolla friabile, ripieno cremoso. È il dolce che ordinano quelli che vengono qui da vent'anni, il che di solito è l'indicazione migliore che ci sia.
Un consiglio pratico sulla lingua: mangiala appena presa. La sfoglia dura poco, e dopo mezz'ora in un sacchetto non è più la stessa cosa. Portarne cinque a casa a Napoli, dentro un traghetto, è un'idea che sembra buona alle otto del mattino e non lo è alle undici.
Da trattoria a pasticceria
Il locale nasce negli anni Cinquanta come trattoria e viene poi convertito in laboratorio di pasticceria: è una traiettoria che sull'isola ha senso, perché sono gli anni in cui Procida smette di essere solo un paese di marinai e comincia ad avere un fronte porto con dei clienti di passaggio. La pasticceria è il mestiere che ha retto meglio: mentre i ristoranti aprono e chiudono, questo banco è ancora al suo posto.
È anche il motivo per cui la lingua di Procida qui vale una sosta: sull'origine del dolce le fonti divergono — alcune la fanno risalire alla forma della «lingua di bue», un'altra al toponimo della Spiaggia della Lingua — ma sulla sua centralità nella colazione dell'isola non discute nessuno.
Come usarlo in una giornata a Procida
Se arrivi con il primo traghetto, questa è la prima sosta sensata: sei a pochi passi dallo sbarco, fai colazione in piedi e parti per l'isola già con qualcosa nello stomaco. Se invece stai per ripartire, è l'ultima cosa da fare prima della biglietteria — ma senza sacchetto da portare a casa, per il motivo di cui sopra.
Sul fronte porto, a poca distanza, ci sono le altre due insegne che contano per la colazione: Bar Roma, il luogo storico della lingua moderna, e Paname’, il forno che lavora tutto l'anno. Farle tutte e tre in due mattine è il modo migliore per capire quanto può cambiare lo stesso dolce a duecento metri di distanza.
La sera cambia mestiere
Dopo il tramonto il bar diventa un cocktail bar, con musica dal vivo. È una doppia vita comune sulle isole, dove un locale solo deve coprire la colazione e l'aperitivo, e qui funziona: sei sul porto, con il passaggio della gente e i traghetti che entrano. Se cerchi una serata più da lounge bar, sullo stesso lungomare c'è Bar Capriccio, aperto fino alle 2:00.
Su prezzi e valutazioni non trovi numeri in questa pagina, ed è voluto: non li ho potuti verificare da fonti affidabili e preferisco un campo vuoto a una cifra inventata. Anche l'indirizzo circola in due versioni — Via Roma 42 oppure Piazza Marina Grande — ma è lo stesso affaccio sul porto: non puoi sbagliarti.


