Questo è l'indirizzo con la storia più importante e il consiglio più scomodo di tutta la pagina gastronomica dell'isola. Il Bar Roma, dietro la chiesa dei marinai a Marina Grande, è indicato dal Gambero Rosso come il luogo dove nasce la lingua di Procida nella sua versione moderna: nel 1950 Pasquale Mazziotti, napoletano trasferitosi sull'isola, sostituì la crema pasticciera classica con la crema al limone locale. Il consiglio scomodo è questo: prendi la lingua al banco, non sederti.
Perché al banco e non al tavolo
La valutazione dei viaggiatori è 3,4 su 5 su circa 235 recensioni, ed è la più bassa tra i locali di cui scrivo su questo sito. Leggendo cosa scrive la gente il quadro è chiaro e sorprendentemente coerente: i dolci vengono lodati, il servizio ai tavoli viene criticato pesantemente. Attese, modi sbrigativi, conti che non convincono.
Non è una contraddizione: è un laboratorio di pasticceria con una sala attaccata, e le due cose vanno a velocità diverse. La soluzione pratica è banale. Entri, ordini al banco, mangi in piedi come fanno i procidani, esci. Così prendi la parte buona di questo posto — che è la sua ragione storica di esistere — e lasci fuori quella che fa scendere il voto.
Se vuoi sederti e prenderti mezz'ora, sullo stesso lungomare c'è Bar Dal Cavaliere, ed è lì che ti manderei.
Cosa prendere
La lingua al limone è l'ordine ovvio, e qui più che altrove ha un senso storico: è il dolce che ha reso la crema al limone pane la farcitura standard dell'isola. Sfoglia allungata, friabile, granella di zucchero, crema gialla. Esiste anche la versione al cioccolato, che è buona ma è una variante.
Accanto trovi il repertorio napoletano classico: babà al rum, sfogliatelle. Sono buone; non sono il motivo per cui sei qui. La lingua a Napoli, in pasticceria, non la trovi: non è imparentata con la sfogliatella e non ha attraversato il canale. Questo è uno dei due o tre posti al mondo dove ha senso mangiarla.
Un dettaglio che aiuta a scegliere: la lingua è un dolce da mangiare subito. La sfoglia tirata a mano tiene la friabilità per poco, e dopo un'ora in un sacchetto diventa un'altra cosa. Comprarne sei da portare a casa è una tentazione ricorrente e quasi sempre una delusione.
Sull'etimologia del nome, se te lo stai chiedendo, le fonti non vanno d'accordo: alcune la fanno risalire alla forma della lingua di bue, un'altra al toponimo della Spiaggia della Lingua. Non c'è una risposta accertata, e chi te la dà con sicurezza sta scegliendo una versione.
Informazioni pratiche
L'indirizzo è Via Roma 164, sul fronte porto, e il telefono è +39 081 896 7460. Gli orari non li pubblico perché non li ho verificati: per una pasticceria di paese la regola è mattina presto e chiusura pomeridiana, ma non voglio darti un orario che non ho controllato. Su prezzi non ho dati affidabili e lascio i campi vuoti.
Se stai facendo il giro delle colazioni dell'isola, i tre indirizzi sono questo, il Bar Dal Cavaliere e il forno Paname’, tutti a poche centinaia di metri l'uno dall'altro sullo stesso lungomare. Tre versioni della stessa lingua, tre risultati diversi: è il modo più economico di capire la pasticceria di Procida.


